Insetti in archivi e biblioteche: le blatte

In archivi e biblioteche spesso si nascondono ospiti sgraditi, che mettono a rischio i materiali conservati: sono gli insetti.

Dai pidocchi del libro, passiamo alle blatte. Blatte e scarafaggi sono insetti comunissimi e si trovano dovunque. Ma quali danni possono provocare in archivi e biblioteche?

BLATTOIDEI (SCARAFAGGI, BLATTE)

Insetti, generalmente, di media e grande dimensione; nei locali di conservazione non idonei si possono riscontrare specie che, allo stadio adulto, misurano dai 10 ai 44 mm. Vivono in ambienti bui e umidi. Presentano apparato boccale masticatore, zampe anteriori simili tra loro. Hanno metamorfosi incompleta (ametaboli). Le uova vengono racchiuse in una ooteca. A seconda delle specie possono vivere dai 7 mesi ai 3 anni circa. Onnivori in un ambiente di conservazione sono in grado di distruggere tutti i tipi di supporti documentari, provocando erosioni molto gravi. Durante l’alimentazione, inoltre, imbrattano i supporti con i loro escrementi.

In Italia ne troviamo soprattutto di 3 specie:

Blattella germanica (figura A):

Dimensioni: medio piccole (1 cm di lunghezza circa)
Colore: dal bruno chiaro al rossiccio
Alla luce subito si nasconde in fessure e fori, velocissima. Non vola se non per rarissimi e brevissimi voli. Si arrampica su pareti verticali. Presente presso i motori, sorgenti di calore in genere. Presente dove c’è acqua. Può nascondersi nei posti più strani

Blatta orientalis (figura D ed E):

Dimensioni: circa 3 cm di lunghezza
Colore: bruno scuro
Rifugge la luce ma è meno prudente e più lenta della Blattella Germanica. Non vola o rarissimamente e brevemente. Non si arrampica su pareti verticali. Predilige ambienti scuri freschi ed umidi. Molto spesso staziona nei tombini delle acque nere.


Periplaneta Americana (figura B):

Dimensioni: circa 4-5 cm di lunghezza
Colore: bruno più chiaro, tendente al rossiccio
Di caratteristiche simili alla Blatta Orientalis, prolifica anche in condizioni di minor umidità ambientale.


blatte

Il monitoraggio come primo strumento di prevenzione

Il monitoraggio degli ambienti di conservazione non si limita alla cattura di insetti o al rilevamento di tracce di essi, importantissimo in un ambiente di conservazione è anche il monitoraggio delle condizioni termoigrometriche. Un ambiente di conservazione non idoneo, crea diversi problemi al materiale archivistico e librario, non ultimo, in condizioni di temperatura ed umidità superiori alla media, l’insorgenre di infestazioni da insetti.

E’ consigliata la pulizia periodica degli ambienti e la loro l’ispezione generale, sopratutto in quei luoghi in cui non è previsto un costante utilizzo dei locali.

Alcuni brevi consigli per difendere le proprie collezioni dall’attacco degli insetti dannosi:

  • posizionare zanzariere a trama fissa alle finestre
  • garantire un adeguato regime di pulizia
  • mantenere le condizioni di temperatura e umidità relativa nei valori consigliati
  • ispezionare i punti poco frequentati
  • utilizzare trappole entomologiche
  • istituire una stanza di quarantena per il materiale in acquisizione

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