Insetti in archivi e biblioteche: i pidocchi del libro

In archivi e biblioteche spesso si nascondono ospiti sgraditi, che mettono a rischio i materiali conservati: sono gli insetti.

Negli articoli precedenti abbiamo parlato dei pesciolini d’argento e dei coleotteri. Questa volta parliamo di pidocchi del libro, chiamati così perché ghiotti, tra le altre cose, di carta.

PSOCOTTERI (PIDOCCHI DEL LIBRO)

Solitamente sono gregari e, nonostante alcune specie come i Liposcelis possano svilupparsi lìddove si trova una umidità relativa pari al 60%, sono legati a luoghi umidi. Le fonti principali di nutrimento sono residui di sostanze organiche vegetali o animali, di funghi, di alghe e di licheni.

In ambiente archivistico possono danneggiare sopratutto i volumi (in modo particolare quelli antichi) e le stampe: l’attacco ai libri antichi parte dalle legature (dove sono attratti dalle componenti degli adesivi) e sucessivamente si espande alla carte che possono subire erosioni fino alla completa distruzione.

Importanza sanitaria: possono causare eruzioni cutanee accompagnate da forte prurito, probabilmente a causa del contatto con la pelle di sostanze rilasciate dallo schiacciamento degli insetti stessi. Il ripetuto contatto con gli psocotteri può provocare fenomeni di sensibilizzazione e sono state segnalate reazioni allergiche cutanee anche di forte intensità. Questi insetti si possono trovare nelle abitazioni, ma sono frequenti negli ambienti dove vengono trattati generi alimentari quali farine, semi e frutta secca. La loro caratteristica più particolare è data dalle dimensioni: sono veramente molto piccoli (a volte hanno lunghezza inferiore ad 1 mm) a tal punto che, se presenti in modesta quantità, possono anche non essere notati. Le condizioni che possono causare una forte proliferazione sono il valore prolungato di umidità relativa sopra il 50% e temperature tra i 22 ed i 25°C ed oltre. 

pidocchi del libro

Il monitoraggio come primo strumento di prevenzione

Il monitoraggio degli ambienti di conservazione non si limita alla cattura di insetti o al rilevamento di tracce di essi, importantissimo in un ambiente di conservazione è anche il monitoraggio delle condizioni termoigrometriche. Un ambiente di conservazione non idoneo, crea diversi problemi al materiale archivistico e librario, non ultimo, in condizioni di temperatura ed umidità superiori alla media, l’insorgenre di infestazioni da insetti.

E’ consigliata la pulizia periodica degli ambienti e la loro l’ispezione generale, sopratutto in quei luoghi in cui non è previsto un costante utilizzo dei locali.

Alcuni brevi consigli per difendere le proprie collezioni dall’attacco degli insetti dannosi:

  • posizionare zanzariere a trama fissa alle finestre
  • garantire un adeguato regime di pulizia
  • mantenere le condizioni di temperatura e umidità relativa nei valori consigliati
  • ispezionare i punti poco frequentati
  • utilizzare trappole entomologiche
  • istituire una stanza di quarantena per il materiale in acquisizione

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