Le grandi opportunità di Google Open Gallery

Google ha lanciato un nuovo strumento per permettere a musei, archivi e anche singoli individui di creare collezioni d'arte online.

Google Open Gallery è diventata disponibile per l'uso pubblico questa settimana, anche se i potenziali utenti devono richiedere un invito per usufruire del servizio gratuito. Questo progetto fa parte del Google Cultural Institute, che già collabora con alcune tra le più grandi istituzioni culturali del mondo, e già ha attivato un altro servizio, Google Art Project, che permette ai musei di pubblicare online immagini ad alta risoluzione delle opere ospitate al loro interno.

Questa nuova applicazione consente di caricare contenuto e creare mostre e tour virtuali, e in più dà la possibilità alle organizzazioni di migliorare il proprio sito web o di crearne uno nuovo. Altra caratteristica è quella di permettere agli utenti di aggiungere notizie e informazioni, che in una normale esibizione i visitatori non vedrebbero, sulle opere d'arte e il materiale caricato. Per migliorare l'esperienza virtuale, su tutte le immagini si possono applicare filtri di ricerca, strumenti di visione e funzionalità di zoom.

Fino ad ora, Google Open Gallery ha già reso possibili 45 esibizioni di istituti e singoli utenti da tutto il mondo.

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Per quanto siano state mosse delle critiche verso questo nuovo progetto Google, le quali sostengono che questo genere di iniziative decreta la fine dei musei tradizionali, bisogna pensare alla grande possibilità che offre a piccole realtà o anche a singoli individui che in casa potrebbero avere un tesoro: Dean Putney, un cittadino tedesco, ha scoperto in casa della madre un enorme archivio fotografico sulla Prima Guerra Mondiale e ha scelto Google Open Gallery per mostrarla al mondo.

Guardare un' immagine della Monna Lisa su internet non impedisce di andare al Louvre per osservarla dal vivo, al contrario, potrebbe stimolare l'interesse ad andarci. Rendere accessibile l'arte è un vantaggio per quelle milioni di persone che purtroppo non hanno la possibilità di girare il mondo per visitare i musei e le gallerie.

Dall'altro lato, piccoli musei e archivi storici (di cui, ad esempio, l'Italia è piena) possono usufruire di questo servizio per farsi notare al grande pubblico ed essere scoperti o riscoperti, attirando attenzione sul materiale che custodiscono.

Google ha anche annunciato l'apertura di un laboratorio al Cultural Institute, uno spazio fisico nei suoi uffici parigini, dove verranno “discusse, dibattute ed esplorate” nuove idee per prodotti e servizi per musei, come scanner 3D, fotocamere ad altissima risoluzione e schermi interattivi.

La tecnologia non ammazza l'arte e la cultura, ma ne aiuta la creazione e la diffusione.  

 

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