Emergenza archivi: pronto intervento

Recupero documenti: gestione delle emergenze e danni macroscopici e microscopici

L’emergenza archivi non si manifesta solo nei casi di gravi catastrofi idrogeologiche come alluvioni o terremoti, ma molto più spesso in caso di “mini disastri” che colpiscono ambienti e contenuto come ad esempio infiltrazioni d’acqua, crolli, infezioni e infestazioni biologiche, contaminazione da agenti tossici.

All’interno di archivi, biblioteche, musei e fondazioni predominano i supporti in carta e pergamena, che per loro natura risultano gravemente minacciati da fuoco e acqua, oltre che da agenti più lenti nell’attacco ma parimenti nocivi come ad esempio la polvere, l’umidità e le muffe.

La necessità di migliorare la prevenzione dei disastri è indicata come priorità assoluta in tutti documenti dell’UE relativi agli archivi.

Possibili cause di disastro

  • disastri ambientali: alluvioni, esondazioni, terremoti, frane, eruzioni vulcaniche, tempeste di pioggia o vento, infestazioni da insetti e roditori.
  • disastri causati dall’uomo: infiltrazioni di umidità, rottura impianti fognari, cortocircuiti, incendi dolosi o da negligenza, esplosioni, dispersione di prodotti chimici o tossici, difetti di costruzione o cattiva manutenzione degli edifici.

Per far fronte ad emergenze con l’obiettivo di prevenirle, Prodoc ha ideato un vero e proprio piano di rischio che prevede e definisce potenziali minacce, fasi di allerta, di risposta e riassetto.

Recupero beni cartacei, archivistici e librari: modalità di intervento

  • In caso di Allagamento o Alluvione.
  • In caso d’incendio.
  • In caso di crolli e terremoti.
  • In caso di attacchi microbici e muffe.
  • Infestazione da insetti della carta e roditori.

LINEE GUIDA PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE:
CONSERVAZIONE PREVENTIVA E PREVENZIONE DEI DISASTRI

Conoscenza e individuazione dei beni che costituiscono il patrimonio da salvaguardare


Conoscenza della tipologia, del formato, dei supporti e dei media dei vari documenti, sia analogici che digitali, presenti negli archivi, biblioteche e fondazioni


Redazione di apposite “liste di controllo”, nelle quali per ciascuna voce deve essere indicato il valore percentuale rispetto al totale della documentazione, oltre naturalmente all’ubicazione all’interno dell’edificio


Aggiornamento periodico delle liste di controllo


Definizione di un responsabile della conservazione che ha il compito di redigere e aggiornare le liste di controllo


Gestione del patrimonio documentario attraverso l’utilizzo di un inventario topografico, ossia lo strumento che associa i documenti alla planimetria dell’edificio


Aggiornamento costante dell’inventario topografico a seguito di movimenti della documentazione (pubblica fruizione, scarti, interventi ordinari ecc.)


Utilizzo associato delle liste di controllo e dell’inventario topografico: permette di programmare e mantenere sotto controllo interventi e priorità


Predisposizione di un adeguato livello di sicurezza all’interno di archivi, musei e biblioteche
Ricognizione sistematica all’interno e all’esterno degli edifici


Installazione e manutenzione degli impianti di sicurezza e dispositivi d’emergenza


Controllo e cura nella gestione dei depositi e materiali


Valutazione efficace dei rischi: calcolo analitico delle misure necessarie sia alla prevenzione dei disastri che alla protezione dei fondi e collezioni

La valutazione del rischio tiene conto di due fattori:
1) La probabilità che nell’interazione tra bene e fonte di rischio si verifichi un incidente che provoca danno
2) L’entità dell’eventuale danno

L’obiettivo principale di tutte le misure elencate è quello di ridurre il rischio a livelli accettabili adottando tutte le misure tecnicamente possibili. Prima che si verifichi un’emergenza è bene pensare ad un DRP ovvero Doc Recovery Plan per evitare situazioni pericolose e ridurre al minimo i danni in caso di incidente o calamità.