Insetti in archivi e biblioteche: le termiti

In archivi e biblioteche spesso si nascondono ospiti sgraditi, che mettono a rischio i materiali conservati: sono gli insetti.

Abbiamo parlato di pesciolini d’argento, coleotteri, pidocchi del libro e blatte. Questo ultimo articolo sull’argomento parlerà di termiti, molto pericolosi per tanti e diversi materiali che si trovano in archivi e biblioteche.

ISOTTERI RINOTERMIDI (TERMITI)

Gli isotteri in ambienti di conservazione possono arrecare danni alla carta, al legno, ai tessuti, al cuoio, alla pergamena, ai rivestimenti dei cavi elettrici e perforare sottili lamine di materiale plastico. Nei libri scavano voragini a forma di cratere o determinano erosioni estese e irregolari; nel legno scavano gallerie parallele alla fibre distruggendo l’interno e mantenendo intatto l’esterno.

Comunemente noti come termiti sono insetti sociali che spesso formano grandi comunità che comprendono caste. Generalmente ritroviamo un re, una regina, operai e soldati. Sono insetti a metamorfosi incompleta. Hanno un esoscheletro poco consistente e normalmente di colore chiaro. Possono essere atteri o più raramenente brachitteri. Le forme alate presentano due paia di ali simili e di forma allungata. Hanno un apparato boccale masticatore. Sono in grado di digerire la cellulosa grazie a protozoi simbionti che albergano nell’intestino posteriore e al meccanismo della trofallassi. Possono arrecare notevoli danni a legno e carta oltre che ad altri materiali. In Italia si riscontrano due specie autoctone: Kalotermes flavicollis e Reticulitermes lucifugus, quest’ultima specie è particolarmente dannosa in ambienti di conservazione.

In Italia la famiglia più diffusa di termiti è quella Kalotermes, chiamata anche dagli anglosassoni “dry wood termites” ossia “termite del legno asciutto”. Il termine deriva dal fatto che questa specie infesta anche strutture non soggette ad umidità come nel caso delle termiti terricole. Le Kalotermes nidificano nello stesso legno utilizzato come nutrimento, formando colonie non numerose, mentre la famiglia Reticulitermes nidifica nel terreno spostandosi sotto terra per raggiungere il legno di cui si nutrono. Entrambe le famiglie comunque sono fotofobe cioè rifuggono la luce. Entrambe erodono il legno al suo interno lasciando la superficie integra e questa caratteristica le rende molto pericolose perché non manifestano segni della loro presenza tranne quando ormai è troppo tardi ed il legno è irrimediabilmente distrutto.

Le termiti possono essere identificate:

  • nella fase di sfarfallamento (aprile-maggio)
  • nella fase adulta (più raramente)

Nella fase di sfarfallamento le termiti si presentano molto somiglianti alle comuni formiche: anche le formiche nel periodo aprile-maggio sfarfallano presentandosi nella forma di “formiche con le ali”. In questa fase entrambe le specie compiono il cosiddetto “volo nuziale” di brevissima durata ma molto intenso: si possono osservare nugoli di insetti affollati sui vetri delle finestre attratti dalla luce esterna. La distinzione tra formica e termite è visibile nell’immagine di seguito. Altri segni della loro presenza sono mucchietti di polvere di legno a grana grossolana (pepe macinato) di colore giallino: osservati con una lente i grani appaiono di forma regolare prismatica a superfici curve. Nelle abitazioni colonizzano tutto ciò che è di legno compresi i mobili.

termiti

Reticulitermes lucifugus (Isoptera, Rhinotermitiadae)

Dimensioni: 10-12mm (esemplari alati); 6mm (senza ali)

Questi insetti sono ingrado di determinare un danno molto grave e subdolo non facilmente individuabile. Vivono in colonie formate da migliaia di esemplari (fino a 10000). Il termitaio si trova generalmente sprofondato fino ad oltre 5 metri nel terreno. Raggiungono l’ambiente da infestare costruendo dei camminamenti con i prodotti della loro masticazione restando così sempre al riparo dalla luce.

Il monitoraggio come primo strumento di prevenzione

Il monitoraggio degli ambienti di conservazione non si limita alla cattura di insetti o al rilevamento di tracce di essi, importantissimo in un ambiente di conservazione è anche il monitoraggio delle condizioni termoigrometriche. Un ambiente di conservazione non idoneo, crea diversi problemi al materiale archivistico e librario, non ultimo, in condizioni di temperatura ed umidità superiori alla media, l’insorgenre di infestazioni da insetti.

E’ consigliata la pulizia periodica degli ambienti e la loro l’ispezione generale, sopratutto in quei luoghi in cui non è previsto un costante utilizzo dei locali.

Alcuni brevi consigli per difendere le proprie collezioni dall’attacco degli insetti dannosi:

  • posizionare zanzariere a trama fissa alle finestre
  • garantire un adeguato regime di pulizia
  • mantenere le condizioni di temperatura e umidità relativa nei valori consigliati
  • ispezionare i punti poco frequentati
  • utilizzare trappole entomologiche
  • istituire una stanza di quarantena per il materiale in acquisizione

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