Deterioramento della carta: fattori di criticità

Il deterioramento della carta è un problema che ben conosce chi lavora in archivi e biblioteche. Negli anni, le ricerche scientifiche hanno messo in luce i meccanismi del deterioramento della carta, mentre le soluzioni sono diverse e migliorano con l’avanzare della tecnologia. 

Perché la carta di 500 anni fa è spesso in migliori condizioni della carta di 50 anni fa? Cosa fa deteriorare alcuni tipi di carta più rapidamente di altri?

Fattori che promuovono il deterioramento della carta

  • La severità del deterioramento risulta da fattori interni ed esterni, soprattutto dalla composizione della carta e dalle condizioni in cui è conservata.
  • La carta è fatta di cellulosa (una catena di molecole di glucosio) derivata da piante. Una delle misure della qualità della carta consiste nella lunghezza della catena di cellulosa, quindi della fibra della carta: fibre più lunghe significano carta più flessibile e resistente.
  • In presenza di umidità, gli acidi provenienti dall’ambiente (inquinamento, unità conservative di bassa qualità) o dalla carta stessa (procedimenti di manifattura, prodotti trattanti), rompono le catene di glucosio. Questa reazione produce più acidi, continuando il processo di deterioramento.
  • Prima della metà del 19° secolo, la carta in Occidente era ricavata da stracci di cotone e lino, rimaneva quindi forte e duratura, specialmente se conservata in condizioni ottimali.
  • A partire dalla metà del 19° secolo, il legno rimpiazzò gli stracci come materia prima per la carta. La corteccia diventa carta attraverso delle azioni meccaniche o chimiche, che producono una carta più fragile.
  • La pasta meccanica produce una carta poco resistente e il procedimento non rimuove la lignina, che promuove l’idrolisi acida. I giornali sono stampati su questo tipo di carta. La pasta chimica rimuove la lignina e non taglia le catene di cellulosa: si ottiene una carta più forte, ma non duratura.
  • La carta antecedente al 1980, inoltre, tende a essere acida a causa del collaggio con colofonia, che, in presenza di umidità, genera acido solforico.
  • Gli acidi si formano anche per assorbimento di inquinanti, principalmente ossidi di zolfo e azoto. I libri con fogli di carta più scuri lungo i bordi e più chiari verso il centro sono un esempio di assorbimento di inquinanti atmosferici.
  • Una ricerca della Library of Congress ha dimostrato che la cellulosa stessa genera acidi con il passare del tempo, come acido formico, acetico, lattico e ossalico.
  • Oltre all’idrolisi acida, la carta è suscettibile al deterioramento per fotolisi (danno da luce) e ossidazione.
  • Il fotodeterioramento sembra progredire più velocemente sulla carta di bassa qualità.

La carta di buona qualità, se conservata in condizioni appropriate (basse temperature; 30-40% di umidità relativa), può resistere a lungo, perfino 100 anni. Quando si parla di rischio in archivio e biblioteca, non si intende solo l’evento catastrofico improvviso: i documenti e i libri si possono perdere anche attraverso processi che durano anni e che passano inosservati e che sono dovuti a inquinamento, muffe e cattive condizioni di conservazione. 

Fonte: Library of Congress

Immagine: Cornell University

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