La storia della carta: dalla Cina a Fabriano

Sul Corriera della Sera del 29 settembre, un bellissimo articolo di Andrea Cirolla ci fa viaggiare tra tempo e spazio seguendo la storia della carta.

Il viaggio ha inizio nel II secolo a.C. lungo la Via della Seta: negli anni Ottanta, in una tomba della città di Tianshui, viene ritrovato il frammento cartaceo di una mappa risalente a quel periodo. Questa carta viene creata da una pasta ottenuta dalla corteccia di gelso, Pierre-Marc de Blasi la definisce una “seta vegetale”, sostituta della più pregiata seta da baco, utilizzata dai cinesi anche come supporto di scrittura. Il procedimento di fabbricazione viene custodito fino al VII secolo, poi valica i confini dell'impero e arriva in Corea e Giappone.

In occidente arriva grazie agli arabi: si narra che nel 751 d.C. due cartai cinesi vengano fatti prigionieri a Samarcanda, dove il governatore estorcerà loro il segreto della loro arte. La carta araba ha però dei problemi: si deteriora facilmente, a causa delle colle usate per renderla impermiabile, ma anche preda di microrganismi. Per questo motivo Federico II ne impedisce l'uso per atti ufficiali nel 1231.

storia_della_carta_01La svolta avviene in Italia, a Fabriano: intorno al 1264, nei laboratori artigianali, le “gualchiere”, gli amidi vengono sostituiti da una gelatina animale ricavata dalla bollitura di pelli animali, conigli in genere, che impermeabilizza la carta e ne aiuta la conservazione nel tempo. E' un evento decisivo per favorire la diffusione della carta, a cui ne seguono altri due altrettanto fondamentali: primo, l'innovazione della “Pila idraulica a magli multipli”, un dispositivo azionato dalla corrente del fiume per sfilacciare gli stracci e preparare la pasta da carta; e secondo, l'introduzione della filigrana, che contrassegna i fogli con un gioco di spessori e ne rende difficile la falsificazione.

Anche se sarà nell'Ottocento che verrà realizzata con il legno al posto degli stracci, la carta che conosciamo oggi nasce 750 anni fa grazie all'inventiva di artigiani italiani, la carta che dobbiamo preservare, come lei ha preservato la memoria storica e scientifica dell'umanità in questi secoli.

I supporti tecnologici che usiamo solo da pochi decenni per imprimere la scrittura, sono il momentaneo punto d'arrivo di questo viaggio millenario: seppur virtuale, scriviamo ancora su un foglio di carta.  

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