Pulitura e Aspirazione

La spolveratura o depolveratura è l’operazione di pulitura preliminare a tutti gli interventi di restauro per via umida, di fatto è la parte più consistente degli interventi detti a secco.

L’intervento può essere svolto in diverse modalità, a seconda della quantità e qualità di materiale estraneo depositato sulla superficie dei beni sottoposti a restauro. Seguendo le specifiche del capitolato tecnico tipo (Capitolato speciale tecnico tipo per il restauro del libro e del documento con smontaggio, Roma 2005) è possibile individuare gli utensili più indicati per svolgere le diverse operazioni: dall’utilizzo di pennelli a setole morbide, alle gomme, ai bisturi per l’asportazione delle concrezioni.


Le operazioni a secco sono da considerarsi contemporaneamente manutenzione e restauro del bene culturale. Infatti se per restauro [1] si intende l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo […], attraverso le attività di manutenzione [2] si intende il complesso delle attività e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell’integrità, dell’efficienza funzionale e dell’identità del bene e delle sue parti. Seguendo le indicazioni del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio è chiaro come la spolveratura sia un operazione diretta sul bene culturale, sopratutto nel caso in cui interessi tutte le carte, anche in situazioni di attacchi fungini, con interventi, quindi, piuttosto consistenti. Ma le operazioni di eliminazione degli accumuli di polvere, che si auspica siano svolte in maniera regolare all’interno dei depositi con cadenza almeno annuale, sono anche il miglior modo per effettuare il controllo delle condizioni del bene.

Come sappiamo la polvere è composta da diversi materiali di origine inorganica ma vi è anche una grande quantità di materiali organici quali: spore, cellule epiteliali e acari. La polvere è un substrato ideale per la proliferazione di attacchi fungini che, come sappiamo, sono sempre in agguato nel caso le condizioni ambientali diventino favorevoli.

Prodoc propone di effettuare attività di spolveratura in diverse situazioni:

  • All’interno degli ambienti di conservazione con aspiratori portatili dotati di filtri HEPA, limitando le zone di lavoro all’interno dei depositi.
  • Presso  il nostro laboratorio, con spolveratura carta per carta utilizzando pennelli a setole morbide e gomme sotto cappa aspirante dotata di filtri HEPA.
  • Dopo un intervento di asciugatura tramite l’impiego del sistema di liofilizzazione Phill per eliminare detriti o accumuli di materiale estraneo conseguenti ad una allagamento.
  • Su materiale contaminato da attacchi fungini pregressi con aspiratori con filtri HEPA pennelli e gomme sotto cappa aspirante con filtri HEPA.

Tali operazioni vengono svolte in via esclusiva da un restauratore dei beni culturali o da collaboratori restauratori seguendo le indicazioni di un restauratore.

[1]    Art. 29 comma 4, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio d.lgs. 22 gennaio 2004, n 42

[2]    Art. 29 comma 3, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio d.lgs. 22 gennaio 2004, n 42